
Il lavoro si sviluppa attraverso prove concrete di incontro tra legno e luce,
una concretezza data dal rilievo materico e -come in uno stampo- rilevata da una sintesi digitale, che permea le superfici traendone necessità interessanti: la possibilità di trasformare il visibile, pone problematiche nuove, spingendo l’incontro verso reciproche induzioni che portano a piegare i due spazi, cercando un ideale momento d’incontro.
Un lavoro che si basa su improvvisazioni formali e coloristiche, intendendo la forma e l’applicazione del colore (o la simulazione della luce) in una chiave ibrida e multipla, offerte ad una relazione aperta.
Gli strumenti permettono una consequenzialità prima inespressa, movimenti interni svelano spazi e nuove possibilità di interazione.









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